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25 MAGGIO PRESIDIO UNITARIO PIAZZA CASTELLO ORE 17-19 ALLA PREFETTURA PDF Stampa E-mail
 LUNEDI' 25 MAGGIO PRESIDIO UNITARIO PIAZZA CASTELLO ORE 17-19 ALLA PREFETTURA 
La Camera ha approvato il Ddl Scuola
Le ragioni alla base della protesta del mondo della scuola restano. 

Il testo del Ddl approvato alla Camera non recepisce le richieste e le critiche che sono state alla base dello sciopero del 5 maggio: un piano serio di intervento sulla precarietà del lavoro, la questione dei super poteri del dirigente,le tutele contrattuali.
Per queste ragioni abbiamo organizzato un presidio per il giorno 25 maggio dalle ore 17.00 alle 19.00 in piazza Castello davanti alla Prefettura.
Chiederemo di essere ricevuti dal Prefetto per esprimere le preoccupazioni del mondo della scuola rispetto al ddl appena approvato alla Camera.
Non possiamo fermarci vi aspettiamo numerosi.
In relazione alla discussione del disegno di legge al Senato abbiamo concordato una assemblea pubblica per il 4 giugno in piazza Castello dalle 17 alle 19 alla presenza dei parlamentari torinesi. Sarà l'occasione per ribadire ulteriormente le nostre critiche e le ragione della scuola democratica.
La mobilitazione continua!
FLC CGIL Torino
CISL Scuola
UIL Scuola
Snals
Gilda
Cobas Torino
Cub Torino
 
 
Donne della Resistenza: dalle fabbriche alla conquista dei diritti e della Democrazia.21 maggio. PDF Stampa E-mail
 21 maggio. Camera del Lavoro Torino ore 9.30.  "Donne della Resistenza: dalle fabbriche alla conquista dei diritti e della Democrazia".
 
 
Il 21 maggio alle 9.30 alla Camera del Lavoro - via Pedrotti 5  Torino - sala Pia Lai - si terrà l'iniziativa  "Donne della Resistenza: dalle fabbriche alla conquista dei diritti e della Democrazia", momento di un percorso che ha impegnato il Coordinamento donne Cgil Piemonte con l'intento di valorizzare il contributo e la presenza della donne nella Resistenza, nella conquista  dei diritti e nel lavoro.
 
Sono in programma gli interventi  di Lidia Menapace, Anna Bravo, Carla Nespolo, del segretario generale Cgil Piemonte, Alberto Tomasso, della segretaria Cgil Piemonte Elena Ferro (che ha coordinato e organizzato l'incontro). A conclusione, è previsto l'intervento di Susanna Camusso.
 
Il mondo della scuola porterà il suo contributo con il lavoro di ricerca di Pina Mafodda  e della sua classe V d sala dell'Istituto professionale Alberghiero Colombatto  di Torino e  con la partecipazione degli allievi e delle allieve della classe III amf dell'IIS Majorana di Torino con i loro docenti Alida Spadavecchia e Giuseppe Labbate.
 
Comitato Pari Opportunità Flc Cgil Torino e Piemonte
 
NO DDL SCUOLA - 18 maggio 2015 - 17.30 - PIAZZA CASTELLO - TORINO PDF Stampa E-mail
 






SCARICA IL VOLANTINO


SCARICA IL COMUNICATO UNITARIO


SCARICA RISE UP

 

SCARICA MOZIONE COLLEGIO DOCENTI
 

La mobilitazione continua!


Lunedì 18 maggio 2015 a Torino


 

Manifestazione cittadina delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola, genitori, studenti, lavoratrici e lavoratori di altri comparti


 

Concentramento ore 17,30 P.zza Castello (fronte Palazzo Madama) e corteo sino alla sede Rai di Via Verdi

Aderiscono:

FLC CGIL

CISL Scuola

UIL Scuola

SNALS

GILDA

CUB

COBAS

CIDI 

Manifesto dei 500

 
 
In corteo a Torino contro la scuola di Renzi PDF Stampa E-mail
 


 
 
Lunedì 27 aprile - ASSEMBLEA PUBBLICA RSU piazza Carlo Alberto – ore 17.00 PDF Stampa E-mail
FLC CGIL Torino - CISL Scuola Torino - UIL Scuola Torino Snals Confsal Torino - Gilda degli Insegnanti Torino

 

La Buona scuola siamo noi. Libera, pubblica, democratica, inclusiva


Lunedì 27 aprile - piazza Carlo Alberto Torino dalle ore 17,00 alle 19,30

ASSEMBLEA PUBBLICA DI TUTTE LE RAPPRESENTANZE SINDACALI ELETTE 

DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI

 

Adesioni: 

CUB Scuola Università Ricerca Torino, Coordinamento metropolitano per una scuola libera e pubblica

CIDI Torino, Insegnanti Arrabbiati, Manifesto dei 500

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La Buona scuola siamo noi.

Libera, pubblica, democratica, inclusiva

L'Istruzione pubblica è in una condizione di assoluta emergenza, dopo anni di tagli lineari., riduzioni di organico, di diminuzione delle risorse economiche, di blocchi, di provvedimenti finalizzati a stravolgere la qualità dell'offerta formativa, speravamo che questo governo mettesse in pratica quello va dicendo dalla sua nascita, cioè una nuova politica scolastica capace di valorizzare il lavoro e le professionalità presenti nella scuola. Una politica innovativa, fatta di investimenti e di valorizzazione dell’autonomia scolastica, attraverso l’eliminazione della precarietà, la contrattualizzazione del rapporto di lavoro e il riconoscimento professionale del personale docente e ATA. Il Disegno di legge 2994 del Governo non solo non inverte questa tendenza ma la aggrava a tal punto da promuovere un’ idea di istruzione che genera disuguaglianze sociali e disparità culturali anziché eliminarle. Si introduce una competizione individuale incompatibile con la collegialità e la cooperazione necessarie a conseguire obiettivi formativi universali; si determina un peggioramento della qualità del lavoro con una generalizzazione della condizione di precarietà. Si svaluta la professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori, accentrando poteri enormi su un’unica figura sino a mettere a repentaglio la libertà di insegnamento rendendo i lavoratori della scuola non protagonisti del rinnovamento ma soggetti passivi senza diritti, in sostanza dei sudditi.

Sono temi che devono risvegliare la sensibilità e la coscienza democratica di tutti coloro che non si arrendono di fronte al progetto di una scuola pubblica strutturata intorno alla logica del mercato e dello scambio.

L'istruzione non è una merce. 

Questa è la consapevolezza, costituzionale, che unisce tutti noi. 

Organizzazioni sindacali, associazioni, coordinamenti, lavoratrici e lavoratori, studenti, cittadini ritengono che la scuola pubblica non sia un costo da tagliare ma un diritto da potenziare, con investimenti e con i seguenti cambiamenti:

1) E’ necessario un piano pluriennale di stabilizzazioni non discriminatorio (comprendente coloro che sono iscritti nelle graduatorie ad esaurimento e coloro che hanno svolto 36 mesi di lavoro). 

2) Rafforzare la struttura democratica della scuola, quindi gli Organi collegiali: un indirizzo incompatibile con l'assegnazione al Dirigente scolastico di poteri e prerogative manageriali nel segno di una visione aziendale dello sviluppo dell'offerta formativa. Rifiutiamo l'utilizzo della precarietà per dividere i lavoratori e per sostenere un progetto di scuola che riteniamo metta in discussione le basi della scuola democratica.

3) Avviare le procedure per il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro. Il Contratto è uno strumento di equità, di solidarietà, garantisce la definizione di regole condivise nell'organizzazione del lavoro e nel riconoscimento delle professionalità. 

La scuola, nelle sue differenze culturali e di appartenenza, ritrova in quest’emergenza l'unità necessaria per contrapporsi a un disegno autoritario e privo di alcun indirizzo di sviluppo e modernizzazione. 

Il parlamento eviti uno scontro con il mondo della scuola, il Governo convochi i rappresentanti dei lavoratori, apra un confronto serio e costruttivo.

Non ci fermeremo, lotteremo fino a quando il Governo non darà risposte certe e concrete alle nostre rivendicazi

 
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