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Referendum scuola. 515.000 a livello nazionale e oltre 15.000 firme nella provincia di Torino. La mobilitazione continua PDF Stampa E-mail
Scritto da FLC CGIL TORINO   
Venerdì 08 Luglio 2016 14:13
 

Referendum scuola. 515.000 a livello nazionale e oltre 15.000 firme nella provincia di Torino. La mobilitazione continua

 

 

Care/i compagne/i,

 

nei mesi scorsi abbiamo intrapreso un'iniziativa politica di grande rilievo, dopo oltre un anno di interventi e di mobilitazioni per contrastare prima l'iter di approvazione poi l'implementazione della legge 107/15.

La scelta di ricorrere alla strada referendaria è stata approvata in tutte le sedi decisionali della FLC CGIL, a partire dal Comitato direttivo nazionale, con percentuali molto alte di adesione. È stata una scelta ampiamente condivisa, ragionata e percepita come il proseguimento dell'elaborazione sindacale e delle critiche alla Legge 107 espresse in diverse occasioni di confronto con le lavoratrici e i lavoratori.

 

Il lavoro svolto dalle compagne e dai compagni della FLC CGIL di Torino è stato straordinario, riconosciuto a livello nazionale per la qualità del lavoro e soprattutto per il risultato raggiunto: 15.787 firme autenticate e 14.415 certificate. Oltre all'area metropolitana è stato significativo il contributo delle diverse zone (Ivrea, Pinerolo, Susa, Collegno-Orbassano). Alle firme in capo alla FLC CGIL di Torino si aggiungono poi quelle raccolte da comitati, associazioni e organizzazioni sindacali che hanno condiviso con noi la campagna referendaria.

Non tutti hanno condiviso allo stesso modo la scelta referendaria, una parte più ristretta di compagne e compagni non è stata persuasa dalle ragioni che presiedevano tale scelta. A questi compagni va riconosciuto il merito di aver esplicitato il proprio dissenso, fornendo argomenti a tutti noi per una discussione sui contenuti. Questa è la pratica di una organizzazione responsabile e democratica.

 

Per quasi tre mesi le compagne e i compagni della struttura di Torino, le RSU, gli iscritti e i simpatizzanti hanno garantito un programma di lavoro ambizioso: tre assemblee al giorno nelle scuole (le assemblee svolte dai compagni della struttura sono state oltre 130), punti di raccolta nell'Università, banchetti nei mercati, nelle piazze, nei luoghi di maggiore transito, nei luoghi di lavoro diversi dai comparti della FLC (fabbriche, uffici, stabilimenti del trasporto pubblico locale, istituti di credito). In ogni punto di raccolta la FLC CGIL di Torino è stata impegnata a raccogliere le firme per i quattro referendum scuola, i tre referendum sul Jobs act e per la Carta dei diritti universali del lavoro.

Un impegno che non ha solo garantito il risultato ma ha rafforzato i legami di collaborazione di una comunità sindacale che da quasi due anni ha intrapreso una critica argomentata e, sul merito, della deriva aziendalistica e autoritaria contenuta nella legge 107/15.

Il lavoro di raccolta delle firme ha coinvolto decine di compagne e compagni. Tutti coloro che hanno dato il loro supporto lo hanno fatto compatibilmente con i tempi, gli impegni e le disponibilità, ma la risultante è stata una presenza della nostra struttura anche nei punti di raccolta della CGIL e questo ha rappresentato per noi sostegno importante alla nostra iniziativa.

 

 

Un ruolo importante e significativo è stato svolto dalla collaborazione stretta con la Camera del lavoro di Torino. La cooperazione tra le strutture è stata determinante nel raggiungimento degli obiettivi, oltre a rappresentare l'occasione per molte compagne e molti compagni di sperimentare un impegno comune con altre categorie e con la CGIL confederale di questo territorio.

Cooperazione tra le strutture e non competizione e divisione sono tra gli aspetti più importanti di questa esperienza.

Infine, il dato nazionale.

L'impegno della FLC CGIL nazionale è stato molto importante nella fase di definizione dei quesiti referendari ma soprattutto nella fase di raccolta e sistemazione dei moduli che negli ultimi giorni precedenti la consegna sono giunti nella sede nazionale.

Il 7 di luglio sono state consegnate 515.000 firme per ciascun quesito referendario, per un totale di oltre due milioni di firme. Da qui in poi attendiamo il pronunciamento della Corte di Cassazione per l'indizione dei referendum. In ogni caso, siamo convinti che l'attività di questi mesi abbia rappresentato passaggio importante nel rafforzamento e nell'estensione della presenza sindacale nei luoghi di lavoro, oltre che una occasione di confronto e informazioni con cittadini e lavoratrici e lavoratori di altri settori e comparti.

In queste due milioni di firme ci sono le nostre motivazioni, il nostro impegno, valori irrinunciabili, ma anche una socialità costruita su una idea comune dell'impegno politico e sulla condivisione della linea politica.

Ancora grazie a quanti hanno dedicato il loro tempo a questa importante iniziativa politica.

 

Un caro saluto

 

Il Segretario generale Flc Cgil Torino

Igor Piotto

 

FLC CGIL Torino

 
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